LE CANZONI DELL'AGLIO
Autore |
MO Yan |
Editore |
Einaudi, Torino |
Prima edizione |
2014 |
Titolo originale: |
Tiantang
suantai zhi ge (天堂蒜薹之歌)
© 1988 MO Yan |
Traduzione (dal cinese): |
Maria Rita Masci |
N. ISBN |
978-88-06-21854-6 |
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e-book e copertina rigida
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Nella provincia dello Shandong, in un luogo di fantasia chiamato ironicamente Tiantang, ossia Paradiso, i contadini si ribellano, prendono d'assalto la sede del distretto, irrompono
negli uffici, lanciano dalla finestra i vasi di fiori e l'acquario che abbelliscono l'arredamento del capo, danno fuoco ai documenti, alle tende, ai mobili.
L’esasperazione che li ha scatenati nasce dall'indifferenza e dagli abusi dei dirigenti del Partito che, dopo averli spinti a coltivare esclusivamente aglio a scapito di altre colture tradizionali,
si mostrano poi incapaci di acquistarlo e, soprattutto, di trovare una soluzione per uscire dalla crisi che sia «dalla parte del popolo»; anzi, riattivano vecchi comportamenti di sfruttamento feudale.
L'aglio che marcisce invenduto sotto i cocenti raggi del sole esala un tanfo di putrefazione che avvolge tutto il romanzo, come una grande metafora.
Alla vicenda politica (realmente accaduta), si accompagna quella privata dell'infelice amore fra Gao Ma e Jinju, che è stata promessa in sposa a un uomo anziano e malato per permettere a suo fratello
maggiore, che è zoppo, di trovare a sua volta una moglie. Gao Ma si ribella a questa usanza e non avendo ottenuto il sostegno delle autorità preposte a far rispettare la legge, che proibisce i matrimoni
combinati, fugge insieme a Jinju per rifarsi una vita in un'altra provincia.
A fare da cornice alla narrazione sono le canzoni del cieco Zhang Kou, il cantastorie locale, che aprono ciascun capitolo seguendo le usanze della letteratura popolare e traducono in parole e musica una
coscienza collettiva altrimenti inespressa.
Ambientato nel 1987 nel periodo della demaoizzazione, il romanzo descrive il momento in cui la politica delle riforme di Deng Xiaoping subisce una battuta d'arresto: la disciplina del Partito si
è
allentata, la corruzione dilaga, il sogno di una vita migliore che sembrava dietro l'angolo si rivela un incubo. La glasnost politica, iniziata dal segretario del Partito Hu Yaobang, contro la
corruzione e per la democrazia, si concluderà tragicamente con la repressione del 4 giugno 1989. Anche la rivolta descritta nel romanzo sarà brutalmente repressa, e alla fine resterà soltanto la
lingua protocollare della ritualistica di Partito a decretare la verità dei fatti avvenuti.
Mo Yan, che (in cinese classico) significa
"non parlare", (cinese tradizionale: 莫言,
pinyin: Mò Yán), pseudonimo letterario di Guan Moye (cinese
tradizionale: 管谟业)
(Gaomi, 17 febbraio 1955), è uno scrittore e sceneggiatore cinese. Premio Nobel per la Letteratura nel 2012,
nasce nel 1955 da una famiglia numerosa di contadini poveri, a Gaomi,
nella provincia dello Shandong. Nel febbraio del 1976 abbandona il
povero e isolato paese natale per arruolarsi nell'esercito. Fa il
soldato semplice, il caposquadra, l'istruttore, il segretario e lo
scrittore. Nel 1997, congedatosi dall'esercito, inizia a lavorare per un
giornale. Nel frattempo si è laureato presso la Facoltà di Letteratura
dell'Istituto Artistico dell'Esercito di Liberazione Popolare
(1984-1986) e ha ottenuto un Master in Studi letterari e artistici
presso l'Università Normale di Pechino (1989-1991). Inizia a pubblicare
nel 1981.
Fra le sue numerose opere narrative, Einaudi ha finora pubblicato
Sorgo
rosso, 1994,
L'uomo che allevava i gatti, 1997,
Grande seno, fianchi larghi, 2002,
Il
supplizio del legno di sandalo, 2005,
Le sei reincarnazioni di Ximen Nao, 2009,
Le
rane, 2013,
Le canzoni dell'aglio, 2014,
Il paese dell'alcol, 2015, e
I quarantuno colpi, 2016.
Delle sue undici novelle si ricordano Felicità, Fiocchi di cotone,
Esplosioni, Il ravanello trasparente. Tra i racconti, Il cane e
l'altalena e Il fiume inaridito, che Einaudi ha pubblicato nella
raccolta di racconti
L'uomo che allevava i gatti,
Cambiamenti,
pubblicato nel 2012 con i tipi di Nottetempo.
Ha anche scritto opere teatrali e sceneggiature cinematografiche come
Sorgo rosso, Il sole ha orecchie, Addio mia concubina. Il film Sorgo
rosso è stato premiato con l'Orso d'Oro al Festival del cinema di Berlino e Il sole ha orecchie con quello d'Argento. Nel 2005 gli è stato
assegnato il Premio Nonino per la sua intera opera. Opere
principali di Mo Yan (in cinese)
Notizie dalla stampa sul
conferimento del Premio Nobel
Nobel
per la Letteratura a Mo Yan. La Cina supera il vecchio complesso (La
Stampa)
A
Mo Yan il Nobel per la letteratura. E' l'autore di "Sorgo
rosso" (La Repubblica)
Il
Nobel a Mo Yan, «colui che non vuole parlare» (Il Corriere della
Sera)
Cina,
letteratura da Nobel (Lettera 43)
Il
Nobel per la letteratura va a Mo Yan, autore di Sorgo rosso (Il
Messaggero)
Sorgo
Rosso, libro e film rivelazione (Ansa)
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