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VERSO NORD UNONOVEOTTOOTTO

 

Verso nord unonoveottootto

Autore Han Han
Editore Metropoli d'Asia, Milano
Prima edizione 2012
Pagine 196
Titolo originale 1988, Wo xiang he zhe ge shijie tantan
1988, 我想和这个世界谈谈
Copyright © Han Han 2010
Traduzione (dal cinese) di Silvia Pozzi
N. ISBN 978-88-96-31737-2

A bordo di una station-wagon scassata Lu Ziye, un giovane cinese sulla trentina, parte per andare a prendere un amico che esce di prigione. Lungo la strada si concede una notte con una prostituta squinternata, Nanà, che si rivelerà essere incinta e che finirà per diventare sua compagna di viaggio. In un continuo andirivieni tra passato e presente, ricordi d'infanzia e di giovinezza si intrecciano al racconto del viaggio e alle riflessioni del protagonista, sfociando in un finale aperto e sorprendente. Tra sistemi scolastici, apparati di potere, industria del sesso e stereotipi culturali, Han Han ci conduce in un degrado sociale tipico della Cina. contemporanea e lo tratteggia quasi con rassegnazione, offrendoci uno sguardo ironico e arguto su una società che ancora oggi presenta molti aspetti misteriosi.

Han Han è lo scrittore ribelle divenuto la voce rappresentativa della sua generazione in Cina. Nato nel 1982, residente a Shanghai, blogger, pilota di rally e icona pop giovanile, si sta rapidamente trasformando da fenomeno mediatico inviso ai circoli letterari ufficiali in uno degli intellettuali più influenti della Cina contemporanea. La sua rivista letteraria «Party», uscita nel 2010, è stata accolta dal consenso della critica, prima di essere chiusa dalla censura, che però non è in grado di mettere il freno a un blog che vanta più di 500 milioni di accessi e una media di quasi 15.000 commenti quotidiani. Dell'Autore, tradotto e pubblicato negli Stati Uniti e in Francia, Metropoli d'Asia ha in catalogo anche Le tre porte (2011).

«Non ci sono aggettivi che possano definire in modo appropriato la notte quando si viaggia, forse persa e spaventosa, appena scende la sera qualsiasi posto, per quanto particolare o meraviglioso, ti mette tristezza. C'è qualche luce anonima, chissà cosa nasconde al suo interno, le uniche cose vagamente rassicuranti sono i gruppi di case e i gommisti. Sotto la luna, intravedo il profilo incerto di montagne lontane, in particolare una scura scura avvolta nel manto blu. Fantastico sulla gente che vive lassù, chissà cosa fanno? Magari marito e moglie si godono la loro felicità: si sono lavati i piedi e ora sono accoccolati a letto ad ascoltare il notiziario alla radio. Hanno trovato la persona giusta? In che modo si amano? Tra i monti quante probabilità ci sono di incontrare una persona? Per loro fortuna, passano la vita a fare la legna e ad andare a caccia, buona parte del tempo è tranquilla attesa. Sono certo che i girovaghi sono sempre molto più confusi delle persone sedentarie, io migro senza sosta da un luogo all'altro e ogni volta che arrivo in un posto nuovo sento che potrò liberarmi del ruolo che interpreto da trent'anni e tirare fuori il carattere da Numero 10 che c'è dentro di me: è il mio repertorio fisso. Come invidio Numero 10, che è rimasto nello stesso posto dalla nascita alla morte, una cosa più preziosa della vita in questo nostro Paese che ti obbliga a muoverti di continuo, mentre nel frattempo io mi facevo ripetutamente distruggere da luoghi estranei».
«Una delle menti più libere e imprevedibili della Cina di oggi. [. .. ] Scostante e riservato, geniale e pungente (come dimostrano i suoi libri e i suoi post su problemi di attualità anche scottante), è la star della "nuova" letteratura cinese».
Il Sole 24 Ore

«Le prime emozioni che la lettura degli scritti di Han Han suscita in chi non ha familiarità con la cultura cinese sono shock e meraviglia».
Kirkus Reviews

 

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