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LO STUPRO DI NANCHINO
L'olocausto dimenticato della Seconda guerra mondiale


Autore Iris Chang
Editore Corbaccio, Milano
Prima edizione 2000
Pagine 304
Traduzione (dal francese) di Sergio D. Altieri
Titolo originale The Rape of Nanking
© Iris Chang 1997

Nel luglio del 1937 le truppe giapponesi s’impadroniscono, con un colpo di mano, di Pechino e Tianjin. Qualche settimana dopo sbarcarono a Shanghai, conquistarono la città, cominciarono ad avanzare lungo il fiume Yangtze e bloccarono con la loro flotta la costa della Cina meridionale. I cinesi nazionalisti e comunisti, uniti da uno stesso sentimento nazionale, resistettero coraggiosamente, ma non poterono impedire l’avanzata delle truppe giapponesi. La Società delle Nazioni e gli Stati Uniti condannarono il governo di Tokyo, ma le loro proteste non ebbero alcun effetto. Il 13 dicembre i giapponesi occuparono Nanchino, capitale della Repubblica, e la "punirono" passando "a fil di spada", come alla fine di un sanguinoso assedio medievale, buona parte dei suoi abitanti. Qualche anno dopo il Tribunale militare internazionale calcolò che i civili massacrati a Nanchino, tra la fine del 1937 e gli inizi del 1938, furono più di 260.000. Secondo altri calcoli i morti furono circa 350.000 e le donne violentate tra 20.000 e 80.000. L’autore di questo libro è giunto alla conclusione che nessuna altra città, nel corso della Seconda guerra mondiale (neppure Dresda, Hiroshima e Nagasaki), ebbe proporzionalmente un così elevato numero di vittime.
L’autore è una giovane scrittrice americana, figlia di genitori cinesi che hanno trovato rifugio negli Stati Uniti. Sollecitata dai racconti familiari e da gruppi di solidarietà che si costituirono fra i cinesi d’America dopo un più recente massacro (quello di Piazza Tian’anmen nel giugno del 1989), Iris Chang decise di ricostruire e raccontare "lo stupro di Nanchino". Le sue ricerche hanno riportato alla luce, talvolta con una forte emozione letteraria e con uno stile volutamente non storiografico, alcuni fra i più efferati atti di crudeltà commessi nel corso del secolo. Dal suo racconto, tuttavia, riemergono alcune confortanti manifestazioni di pietà e solidarietà umana, soprattutto fra i rappresentanti della colonia europea e americana. Lo spettacolo commosse e indignò infatti anche coloro che simpatizzavano in Europa per i regimi totalitari. Buona parte della documentazione raccolta da Iris Chang è tratta dal diario di un uomo d’affari tedesco e nazionalsocialista, John Rabe, che salvò dalla morte, nella zona internazionale, alcune centinaia di migliaia di persone e divenne per i cinesi il "Budda vivente di Nanchino".
Per i paesi dell’Occidente le grandi tragedie del XX secolo decorrono generalmente dal giorno in cui ciascuno di essi fu coinvolto nel conflitto: il 1° settembre del 1939 per Francia, Germania, Gran Bretagna e Polonia, il 10 giugno 1940 per l’Italia, il 22 giugno 1941 per l’Unione Sovietica, il 7 dicembre 1941 per gli Stati Uniti. Il libro di Iris Chan ci ricorda che la guerra, in Asia, cominciò nel luglio del 1937. È questa la ragione per cui l’autore può legittimamente sostenere che lo "stupro di Nanchino" è l’«olocausto dimenticato della Seconda guerra mondiale».

Iris Chang ha ventinove anni, vive e lavora come scrittrice in California. Dopo la laurea in giornalismo ha vinto una borsa di studio per un corso di specializzazione in scrittura della Johns Hopkins University. È autrice di un altro libro, Thread of the Silkworm, accolto positivamente dalla critica, e ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

 

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