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MUO E LA VERGINE CINESE


Autore

Dai Sijie

Editore

Adelphi, Milano

Prima edizione

2004

Pagg.

316

Traduzione dal francese di

Angelo Bray e Marina Di Leo

Titolo originale

Le complexe de Di © 2003 Dai Sijie et Éditions Gallimard Paris

Qual è il maggiore contributo che la Francia abbia dato alla civiltà? Muo (giovane cinese che proprio a Parigi studia da psicoanalista, ed è totalmente imbevuto di cultura freudiana, con un penchant per la scuola lacaniana) non ha dubbi: l'ideale cavalleresco. E come in un'eroica chanson de geste torna in patria per salvare la dama dei suoi sogni dal pericolo che la minaccia. Vulcano della Vecchia Luna, la bella compagna di scuola che di lui, miope e bruttino, non ne ha mai voluto sapere, è stata infatti arrestata per aver venduto foto proibite a un giornale straniero, e rischia una pesante condanna. Ma Muo non è Orlando: è un irresistibile iellato - tanto più che il certame in cui si parrà la sua virtù è dei più imbarazzanti, per non dire grotteschi (il prezzo da pagare al terribile giudice Di per la salvezza dell'amata è una vergine), e che l'unica arma a sua disposizione è una scienza di cui, come sarà costretto a constatare dopo alcuni volenterosi ma sfortunati tentativi, i suoi connazionali non riconoscono l'utilità. Risoluto a compiere la sua missione, Muo viene trascinato (e il lettore con lui) in una ridda di avventure comiche e stralunate, da ognuna delle quali, come in un cartone animato, si rialza un po' acciaccato ma pronto a rimettersi in cammino e ad affrontare, impavido e cocciuto, ogni sorta di prove. Alle sue gesta non fanno da sfondo reami fatati, bensì la Cina di oggi: una Cina al tempo stesso ultramoderna e arcaica, efficiente e corrotta, scalcagnata e inesorabile, nella quale Muo rischia di smarrirsi come in uno di quei sogni dei quali ha ormai capito di non possedere la chiave, una Cina di cui Dai Sijie ci fa percepire con straordinaria, onirica precisione immagini, personaggi, suoni, colori, odori, sapori.
«... a Muo non era mai venuto in mente, nemmeno nei suoi sogni più assurdi, che un giorno avrebbe dovuto penare affinché un vecchio giudice in avanzato stato di corruzione potesse togliersi lo sfizio di spaccare, con le sue mani da tiratore scelto, un fresco e intatto melone rosso.
«Gli sembrava perfino che il caso del giudice Di, o quello dei cinesi in generale, fosse sfuggito al suo grande maestro Freud, conoscitore di ogni perversione umana. Nel Tabù della verginità, Freud sostiene infatti che l'uomo, vittima del complesso di castrazione, consideri la fidanzata da deflorare come una minaccia: "Il primo atto sessuale rappresenta un pericolo particolarmente grave" ...
«Freud e il giudice Di non appartengono allo stesso mondo. A dire il vero, da quando Muo è tornato in Cina, lo hanno assalito alcuni dubbi riguardo alla psicoanalisi. Anche Vulcano della Vecchia Luna soffre, come tutti, del famoso complesso di Edipo? Gli uomini che ha amato, che ama o amerà, compreso me, sono per lei un mero sostituto del padre? Perché il giudice Di insiste per assaporare un melone rosso appena spaccato, senza temere di rimetterci il pene? È immune dal complesso di castrazione?».

Dopo l'enorme successo di Balzac e la Piccola Sarta cinese (pubblicato da Adelphi nel 2001, tradotto in cinquanta paesi e adattato per il grande schermo dallo stesso autore nel 2003), Dai Sijie, scrittore e regista cinese che vive da quasi vent'anni a Parigi, ha scritto questo Le complexe de Di, apparso in Francia nel 2003 e vincitore del prestigioso Prix Fémina.

 

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