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LA MONTAGNA DELL'ANIMA


Autore

Gao Xingjian

Editore

Rizzoli, Milano

Prima edizione

giugno 2002

Pagg.

647

Traduzione dal cinese di

Mirella Fratamico

Titolo originale Lingshan
© Gao Xingjian, Paris

La Montagna dell'Anima è l'opera monumentale che ha consacrato Gao Xingjian come uno dei maestri del nostro tempo. È il racconto di un lungo viaggio tra le montagne, le foreste, le riserve naturali, i villaggi della Cina del sud e del sud-ovest, narrato, a capitoli alterni, in seconda e in prima persona: un tu che, sul treno, ascolta un altro viaggiatore parlare delle meraviglie di Lingshan - la Montagna dell'Anima, dove tutto è allo stato originario - e decide di gettarsi alla sua ricerca; e un io che, come Gao, è uno scrittore perseguitato dal regime, ha dovuto allontanarsi da Pechino e ha completamente cambiato la propria visione del mondo dopo che un medico, per errore, gli ha diagnosticato un cancro al polmone. Il viaggio è dunque l'occasione di un bilancio esistenziale e la fonte inesauribile di nuove esperienze. E l'autobiografia diviene romanzo picaresco in cui si intrecciano avventure di feroci briganti e tristi vicende di fanciulle suicide per amore, saggio enciclopedico (sugli animali e le piante della foresta vergine, sugli usi, le credenze, le leggende delle popolazioni tribali, sui fossili degli ominidi più antichi e sulle tracce della presenza dell'«uomo selvatico»), storia della Cina dalle antiche dinastie alla Lunga Marcia, dalla tabula rasa della Rivoluzione culturale al presente (e precario) compromesso fra sviluppo economico e autoritarismo politico, riflessione sul senso e lo scopo della letteratura, tormentata storia d'amore, ricerca filosofica della natura dell'anima, della propria identità, della verità dell'essere, di Dio che nell'ultimo capitolo si manifesta in forma di minuscola rana e parla il linguaggio incomprensibile di una palpebra che si alza e si abbassa… Erede sia della tradizione letteraria cinese sia delle più inquiete esperienze europee del Novecento, Gao riesce a fondere i diversi materiali narrativi grazie al supremo controllo dello stile. E questo romanzo, uno dei più importanti degli ultimi vent'anni, diventa un'appassionata professione di fede nella necessità della letteratura.

Gao Xingjian, narratore, saggista, drammaturgo, traduttore e pittore, è nato nel 1940 a Ganzhou (provincia del Jiangxi), nella Cina sudorientale. Dopo aver studiato letteratura francese all'università di Pechino e aver tradotto alcuni classici del Novecento, e dopo cinque anni di «rieducazione» imposti dalla rivoluzione culturale, si afferma sulla scena letteraria con il Primo saggio sull'arte del romanzo moderno (1981) e con alcune opere teatrali come Fermata d'autobus (1983). In un clima politico sempre più ostile e soffocante, Gao decide nel 1987 di lasciare la Cina e nel 1988 approda a Parigi, dove vive tuttora. Qui conclude il suo capolavoro, La Montagna dell'Anima (1990), e dopo i fatti di Tian'anmen scrive il dramma La Fuga (1989). Dal 1998 è cittadino francese. Nel 1999 pubblica il suo secondo grande romanzo autobiografico, Il libro di un uomo solo. Nel 2000 Gao ottiene in Italia il premio Feronia; in ottobre, l'Accademia Reale di Svezia gli assegna il Nobel per la letteratura. Nel 2001 Rizzoli ha iniziato la traduzione integrale delle sue opere con i racconti di Una canna da pesca per mio nonno e Per un'altra estetica, il catalogo di una mostra della sua produzione figurativa.

 

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