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IL TAOISTA DI SUA MAESTÀ
Dodici episodi da un manoscritto cinese di Dunhuang


Autore Alfredo Cadonna
Editore Cafoscarina, Venezia
Prima edizione 1998
Pagine 162

La traduzione annotata delle dodici storie relative al taoista Ye Jingneng, conservate in un manoscritto vecchio di una decina di secoli, è stata organizzata tenendo presente una triplice figura di destinatario: il cosiddetto "lettore generale", lo studente universitario particolarmente interessato alla lingua, alla letteratura e alla religione della Cina medioevale, e infine il sinologo - non necessaria specialista in Dunhuangologia ("comme on dit en chinois, en japonais ou en russe", Demiéville 1970).
Il lettore generale che seguirà gli exploit del taoista alla corte dei Tang forse non si accorgerà neppure di quanto gli è stato risparmiato: crudeli parentesi quadre a spezzare la narrazione, misteriose trascrizioni "in corsivo" di caratteri cinesi, in effetti, non è stato possibile risparmiargli tutto: i li sono diventati "leghe", i zhou "prefetture", i sheng sono stati convertiti in "litri", il Xuandu guan è diventato - o meglio, accuratamente reso - "Monastero della Metropoli del Mistero", ma la trascrizione dei nomi propri è rimasta tale, così come il periodo di regno "Kaiyuan" e l'albero "säl" che cresce sulla luna e si innalza per un "Tri-Chiliacosmo".
Per lo studente di cinese il lavoro vuole essere un "testo di lettura", una introduzione alla narrativa in lingua vernacolare (o meglio, semicolloquiale) conservataci sotto forma manoscritta nelle grotte di Dunhuang. È tenendo presente questo destinatario che si è deciso di inserire a fine volume il testo cinese di una edizione del manoscritto e nello stesso tempo di fornire un apparato di annotazioni non strettamente limitate al piano testuale e filologico (mi riferisco soprattutto ai frequenti riferimenti a fonti correlate che rinviano al campo degli studi taoisti, così come alle estese citazioni da studi generali sull'epoca Tang). Allo stesso studente è rivolta la speciale sezione della Bibliografia dedicata agli studi e repertori sulla lingua cinese medievale.
Infine, al sinologo interessato alle ricerche sui testi narrativi provenienti da Dunhuang, viene presentata una prima traduzione integrale del manoscritto S6836 corredata da un apparato di note che intendono: rendere conto dell'esatta ortografia del manoscritto (in molti casi non rilevata dai curatori dell'edizione utilizzata); proporre alcuni emendamenti al testo; inventariare occorrenze di forme e strutture colloquiali (o semicolloquiali) particolarmente importanti per la conoscenza della lingua cinese medievale.

 

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