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CINA XXI SECOLO
Arte fra identità e trasformazione

Cina XXI secolo. Arte fra identità e trasformazione

Mostra a cura di

Zhu Qi e Morgan Morris

Editore

Giunti Arte Mostre Musei, Firenze

Prima edizione

2008

Pagine

394

Rassegna Il nuovo cinema cinese a cura di


Marco Müller

Incontri con gli scrittori a cura di

Maria Rita Masci

N. ISBN

978-88-545-0217-8

Presentazione di Walter Veltroni, Sindaco di Roma

Durante il mio ultimo viaggio in Cina è andata gradualmente concretizzandosi l'idea che esistono due modi per vedere l'arte cinese contemporanea: con gli occhi degli Occidentali da Occidente, e con gli occhi dei Cinesi dalla Cina. Credo che questa mostra, che non a caso è frutto del lavoro di due curatori, una occidentale e l'altro orientale, possa essere la terza via: vedere (arte cinese con occhi cinesi, ma da Occidente
La mostra è para proprio dal desiderio di far dialogare due punti di vista diversi nella tradizione di una cultura dell'amicizia che in Europa, dopo l'esperienza devastante delle guerre e finalmente archiviato il sistema coloniale, ha avuto una splendida fioritura, e che in Cina da secoli è una delle cinque relazioni su cui si basa la società, anzi da molti è considerata quella capace di legittimare tutte le altre.
L'iniziativa non pretende di rispondere a ogni possibile domanda sull'arte in Cina, un paese nel quale si assiste a una incredibile proliferazione di istituzioni dedicate all'arte contemporanea ﷓ musei, biennali, fondazioni, gallerie, persino fiere ﷓ strutturate in un sistema fondato sui rapporti internazionali e innervato dalla presenza di numerosi artisti.
La mostra aspira, invece, a individuare alcuni dei temi cruciali e urgenti del fare artistico contemporaneo in quel paese con il desiderio di dar voce a un gruppo di artisti che per età e lavoro hanno oggi, più di ieri, l'autorevolezza necessaria a raccontarci quel mondo, a descrivere l’impatto dell'attuale società sull'esperienza personale e soprattutto a vedere come la propria identità sia stata modificata dall'insorgere delle nuove condizioni di vita.
Anche se in realtà si tratta di un paese pieno di sfaccettature, difficilmente inseribile in parametri certificati e che cambia con una velocità (sociale, economica e culturale) che non ha paragoni neppure con i nostri anni Sessanta che pure sono stati dirompenti per la società occidentale.
Accanto alle arti visive, curate da Zhu Qi e da Morgan Mortis, sono particolarmente felice che siano proposti anche il nuovo cinema cinese, con una rassegna curata da Marco Müller, e la letteratura, in una serie di incontri con gli scrittori cinesi curati da Maria Rita Masci. Iniziative, entrambe, che non si presentano come corredo o integrazione, ma che servono ad allargare la panoramica di osservazione, ad articolarla in altri settori in cui la nuova cultura cinese sembra capace di confrontarsi a livello internazionale.
Nel suo complesso la configurazione di questo progetto parte dalla vocazione pluriculturale del Palazzo delle Esposizioni che, finalmente restituito alla Città, si conferma luogo di incontro collettivo, aperto al dialogo e alla conoscenza.

 

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