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APPUNTI DALLA CINA

Appunti dalla Cina

Autore

Anita Capozzi e Patrizia Galli

Editore

Serendipità Editrice, Bologna

Prima edizione 2008
Pagine 152

N. ISBN

978-88-95951-06-5

Perché un altro libro sulla Cina?

Nonostante gli italiani siano stati tra i primi occidentali ad avere relazioni con questo grande paese (Marco Polo, Matteo Ricci ...), sembra che da allora siano stati fatti solo piccoli progressi nella comprensione e nella qualità delle informazioni disponibili ad un più vasto pubblico.
La visione d'insieme che se ne ricava resta basata su percezioni soggettive e su notizie sporadiche e sensazionalistiche; raramente si privilegia il contesto o ci si chiedono dei perché. Ne deriva che, per la maggior parte degli italiani, i cinesi sono una minaccia all'economia nazionale e al proprio posto di lavoro, rapinano le risorse mondiali causandone l'impennata dei prezzi, sono amorali e infidi, non rispettano le regole dei trattati internazionali e del fair-play.

È molto interessante ed istruttivo ripercorrere la storia delle percezioni europee sulla Cina, per scoprire che esse rivelano molti più aspetti della realtà del soggetto che percepisce che non di quella dell'oggetto percepito. Lo stesso si può ovviamente dire dell'immagine che i cinesi si sono fatti dell'Europa e del mondo occidentale, ma di questo si parlerà forse in un futuro libro.

Vale la pena chiedersi se tali percezioni e notizie drammatiche siano di qualche utilità per la costruzione di una relazione migliore o siano solo nutrite di stereotipi, facili da manipolare, e come i risultati deludenti dei contatti diretti (opportunità perdute? investimenti sbagliati?) si trasformino in frustrazione e disprezzo.

D'altro canto si assiste da qualche tempo ad un fiorire di libri sulla Cina: un numero incalcolabile di monografie, testi accademici, manuali per chi vi si avvicina per affari, biografie, guide turistiche, senza dimenticare le traduzioni di opere letterarie, antiche e recenti. Negli ultimi tre anni, in particolare, si sono fatti sicuramente progressi nel campo dell'informazione disponibile al pubblico italiano, se non nella qualità, certamente nella quantità. Le porte del mondo dell'informazione si sono spalancate e siamo stati inondati da tutti i tipi di media, ognuno con una sua forma di conoscenza sulla Cina.

Perché aggiungere un altro libro a questa massa d'informazioni?

La risposta è certamente da cercare nell'esperienza diretta vissuta dalle autrici, come nel fatto che sono italiane. Per la maggior parte degli ultimi trent'anni hanno vissuto in Cina, hanno visitato province e città, lavorato nel mondo dell'industria, dei servizi, della cultura e dell'educazione.

Delle loro esperienze e punti di vista hanno discusso con familiari, amici, colleghi di lavoro e conoscenti occasionali. Tutto ciò fino ad ora era rimasto una forma di comunicazione privata e non avevano sentito il bisogno di rivolgersi ad un pubblico più vasto, né di scrivere un libro semplicemente per il fatto che vivono in Cina. Molti altri lo hanno già fatto.

Lungo tre decenni, hanno letto libri, riviste, giornali, articoli accademici, hanno ascoltato i telegiornali, i reportage e hanno visto film, visitato mostre e partecipato ad eventi d'arte, cultura, business, scambiando opinioni con persone di varie nazionalità e con interessi diversi. Non hanno dato per scontata la conoscenza acquisita dalla lettura e neppure quella dell'esperienza personale, ma hanno continuato a porsi delle domande e a mettere in discussione diversi punti di vista.

Hanno constatato che non esiste una risposta pronta a tutti i problemi, ma che le domande sono spesso interessanti in quanto tali.

Negli anni hanno percepito una sempre maggiore divergenza tra quello che sperimentavano nella vita quotidiana e le interpretazioni di "notizie" e "informazioni" che scambiavano con visitatori occasionali o con le persone che incontravano ritornando in Italia.

Tra le chiacchierate sull'ultimo articolo uscito sul giornale e le sofisticazioni dell'approfondimento accademico, manca, soprattutto in Italia, quell'informazione più ragionata e approfondita che, pur senza avere la pretesa di essere esauriente, vada al di là del dramma superficiale della cronaca giornalistica e sia alla base di una discussione tra un pubblico più vasto. Sembra insomma che esista uno spazio vuoto, al momento occupato dagli stereotipi e dalle frasi fatte. Questo è lo spazio che hanno cercato di colmare.

Per fornire chiavi di lettura della realtà cinese contemporanea, si è costretti a camminare sulla linea sottile che separa la complessità dalla semplificazione. Non sempre è facile essere all'altezza del compito.

Discutere di una cultura richiede la scelta e l'uso di strutture e categorie interpretative. Hanno seguito la loro esperienza e conoscenza diretta della realtà cinese, ragionando su quello che ritenevano importante per capire la Cina di oggi, come si formano nuove strutture e mentalità, come stanno cambiando quelle del passato.

II punto d'osservazione resta quello di una mente occidentale, con le proprie connotazioni e il proprio vocabolario. Tuttavia, quando parlano di "religione" o "nazione" tentano di coglierne una definizione più ampia, che comprenda anche le forme che queste categorie assumono nel contesto culturale e storico di una civiltà diversa, quella cinese. Quando discutono di categorie genuinamente cinesi, il "taoismo" o la "pietà filiale", cercano di partire dalle definizioni che sono ampiamente accettate nella letteratura esistente nelle lingue europee.

la Cina è, in tutte le sue sfaccettature, un argomento affascinante.

Oltre che il paese più popoloso del mondo, è oggi la società che sta cambiando più in fretta e in proporzioni senza precedenti.

Da anni osserviamo e abbiamo preso parte attivamente al più grande esperimento sociale del mondo, un esperimento che, senza dubbio, ha e continuerà ad avere ripercussioni su tutte le altre società.

Questo lavoro è un contributo all'ampliamento della discussione sulla Cina, un supporto perché gli inevitabili contatti con questo paese avvengano su livelli di una migliore conoscenza. II libro si rivolge ad un lettore che cerca di porre le migliaia di notizie sulla Cina in

un contesto strutturato. Stimola l'appetito per letture più approfondite, l'offerta di libri ed articoli eccellenti è ampia, al lettore dunque la facoltà di scelta.

wilfried leichert
ottobre 2006

 

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